6 FEBBRAIO: FESTA DI CARNEVALE PER RACCOLTA FONDI IN COLLABORAZIONE CON ALTRI SOSTENITORI
Si è svolta in un clima di sincera amicizia e partecipazione la Festa di Carnevale 2026, tenutasi venerdì 6 febbraio 2026 presso le Cantine Rotari di Mezzocorona, occasione di incontro tra soci e amici di diversi Club del territorio. La serata, promossa dal Lions Club Tridentum in formula interclub, ha visto anche la presenza del Rotary Club Valsugana, contribuendo a creare un momento particolarmente piacevole di condivisione, allegria e collaborazione. Tra maschere, colori, musica e convivialità, l’appuntamento ha saputo coniugare lo spirito festoso del Carnevale con il valore, per noi sempre centrale, della relazione tra Club e del fare rete sul territorio. È stata una bella occasione per rinsaldare legami di amicizia e per vivere, in modo semplice ma autentico, quello spirito di servizio che accomuna Lions e Rotary. A rendere ancora più significativa la serata è stata la sua finalità solidale: il ricavato dell’evento è stato infatti destinato all’Associazione 27 Giugno Onlus, che offre accoglienza ai pazienti del Centro di Protonterapia di Trento e ai loro familiari attraverso appartamenti messi a disposizione in città. Un’iniziativa di grande valore umano, che trasforma un momento di festa in un aiuto concreto per chi si trova ad affrontare percorsi di cura lontano da casa.
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11 FEBBRAIO: CONVIVIALE CON RELATORE EGIDIO GALVAN ARTIGIANO DEL PIANOFORTE DI BORGO VALSUGANA
Nel solco dei valori rotariani di valorizzazione delle competenze, della cultura del lavoro e della trasmissione del sapere, l’incontro con Egidio Galvan ha rappresentato un momento di particolare interesse e arricchimento per i soci. Testimone di una tradizione familiare che attraversa quattro generazioni, Galvan ha condiviso l’esperienza di oltre un secolo di attività nella costruzione e manutenzione di pianoforti e armonium, offrendo uno spaccato autentico di artigianato d’eccellenza. Accanto alla produzione, volutamente limitata e improntata alla massima qualità, è emersa la sua intensa attività di accordatore professionista e fornitore di strumenti per eventi e concerti, che lo ha portato a collaborare con artisti di rilievo quali Vinicio Capossela, Ornella Vanoni e Lady Gaga. Un percorso che evidenzia il ruolo fondamentale dell’artigiano come custode della qualità sonora anche nei contesti performativi più complessi. Grande attenzione è stata dedicata agli aspetti tecnici e materiali: dalla scelta del legname, con particolare riferimento alla Val di Fiemme, fino all’evoluzione delle tecniche costruttive e dei materiali, nel rispetto di criteri etici e normativi. Significativo il richiamo alle origini storiche del pianoforte, con l’invenzione del meccanismo a martelletti da parte di Bartolomeo Cristofori, passaggio determinante nello sviluppo dello strumento moderno. Particolarmente apprezzato dai presenti è stato l’approfondimento sull’accordatura, dove Galvan ha sottolineato come la sensibilità dell’orecchio umano resti insostituibile rispetto agli strumenti elettronici, confermando il valore della competenza e dell’esperienza maturata nel tempo. Interesse e curiosità hanno suscitato anche esperienze innovative, come la collaborazione con il pianista Roberto Prosseda per la realizzazione e l’utilizzo del pianoforte con pedaliera, testimonianza concreta della capacità di coniugare tradizione e sperimentazione. L’incontro, partecipato e ricco di domande, ha offerto spunti di riflessione sul tema della continuità generazionale del mestiere, evidenziando l’importanza di preservare e trasmettere un patrimonio di conoscenze che unisce tecnica, manualità e sensibilità artistica. In questa prospettiva, l’esperienza di Egidio Galvan si inserisce pienamente nella missione rotariana di promuovere il valore delle professioni e di sostenere la crescita culturale e sociale della comunità.
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18 FEBBRAIO: CAMINETTO
Nel corso del caminetto rotariano, svoltosi in un clima conviviale e partecipato, i soci hanno dedicato un momento di confronto al tema del Premio Rotary, prendendo spunto dalla riunione del 4 febbraio scorso. La serata si è sviluppata come un racconto condiviso di quanto emerso in quell’incontro, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei Club del Trentino-Alto Adige. Un momento importante, non solo dal punto di vista organizzativo, ma soprattutto per il valore che il Premio Rotary continua a rappresentare: un progetto che, da oltre trent’anni, unisce territori, lingue e sensibilità diverse, rafforzando lo spirito di collaborazione tra i Club. Durante il caminetto è stato ripercorso l’andamento dell’edizione 2025, sottolineando la soddisfazione generale per i risultati raggiunti, sia in termini di partecipazione sia per l’impatto dei service sostenuti. È emersa con forza la consapevolezza di quanto il Premio non sia soltanto un riconoscimento alla carriera, ma anche un tributo ai valori umani, alla personalità e all’impegno verso la comunità del candidato premiato. Lo sguardo si è poi naturalmente rivolto alla prossima edizione del 2027, per la quale è stato condiviso l’invito, rivolto a tutti i Club, a individuare e proporre candidature significative. In questo contesto, si è evidenziata l’importanza di segnalare figure che incarnino pienamente i valori rotariani, con particolare attenzione alla valorizzazione di candidature femminili, ritenute un obiettivo importante per il futuro del Premio. Il confronto si è rivelato stimolante e partecipato, offrendo ai soci l’opportunità di riflettere insieme su possibili proposte e sul contributo che il Club potrà dare a questo progetto comune. La serata si è conclusa lasciando nei presenti la sensazione di aver condiviso non solo informazioni, ma anche una visione e un impegno che continuano a dare significato all’azione rotariana.
25 FEBBRAIO: CONVIVIALE CON RELATORE LA DOTTORESSA CINZIA MALATESTA DELL'ARCHIVIO FOTOGRAFICO DI TRENTO
Alla serata del 25 febbraio 2026, il Rotary ha ospitato la dott.ssa Katia Malatesta, curatrice (con Luca Nicolodi) della mostra “In vista dello scatto. La fotografia sportiva dei fratelli Pedrotti”, allestita a Palazzo delle Albere a Trento nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Nel corso della relazione, la dott.ssa Malatesta ha guidato i soci dentro il percorso della mostra attraverso una selezione di immagini e di storie, facendo emergere il valore documentario e culturale della fotografia sportiva come “specchio” del territorio. La mostra raccoglie 90 fotografie storiche e nasce dalla collaborazione tra Archivio fotografico storico provinciale, MUSE e Fondazione Museo storico del Trentino, proponendo un racconto che intreccia paesaggi, gesti atletici, attrezzature e trasformazioni sociali legate allo sport. Un focus centrale della serata è stato dedicato ai fratelli Pedrotti, presentati come pionieri di una fotografia capace non solo di “registrare” ma anche di promuovere il Trentino: le montagne come scenario identitario, lo sport come svago e scoperta, e l’evoluzione di attrezzatura e abbigliamento sportivo letta attraverso dettagli che oggi parlano di tecnica, stile e modernità. In questa prospettiva, gli scatti mostrati hanno reso evidente il passaggio da un’idea di sport legata alle prime esplorazioni e al tempo libero a una dimensione via via più organizzata e competitiva, fino alla piena spettacolarizzazione dell’evento sportivo. Particolarmente significativa è stata la sequenza di immagini sulle prime escursioni in montagna e sulle prime donne arrampicatrici, che ha permesso di leggere lo sport anche come cambiamento di mentalità e di ruoli sociali. Tra le fotografie commentate, una in particolare — con una bicicletta in primo piano e sullo sfondo una stampa di paesaggio naturale — ha offerto lo spunto per riflettere su come, già allora, fotografia e sport potessero lavorare insieme nel costruire un immaginario di viaggio, benessere e appartenenza ai luoghi. Nelle immagini successive, la narrazione è entrata nel cuore dell’agonismo: con i Pedrotti gli atleti vengono immortalati nel pieno dell’azione, e la “fissità” dello scatto riesce a suggerire movimento, fatica e concentrazione. La serata si è conclusa con un vivo confronto con i soci, che hanno riconosciuto nella relazione un’occasione preziosa per riscoprire, attraverso le immagini, la storia del Trentino e l’evoluzione dello sport come fenomeno culturale.
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